La critica situazione del traffico nelle autostrade del Friuli Venezia Giulia è esplosa con prepotenza nel corso di questa estate. Il punto più critico dell’intera rete viaria è risultato come al solito il tratto terminale dell’autostrada verso Trieste, ovvero il casello del Lisert, un vero imbuto in cui sfocia l’intero traffico da e per l’Italia dei pendolari dell’est e dei vacanzieri estivi diretti alle spiagge croate. Si è arrivati a paurosi ingorghi con code di 25 Km e con estenuanti attese di ore per gli sventurati automobilisti intrappolati nei loro veicoli arroventati dal sole estivo (con la necessità di tenere il motore acceso per fare funzionare il climatizzatore, creando quindi gravi problemi di inquinamento atmosferico anche per i centri abitati in prossimità dell’autostrada). E non sono mancate le tragedie come la morte di una donna colpita da malore e prigioniera nell’automobile incolonnata.

 

 

 

 

 

Ma perché si è arrivati a questa situazione ingestibile? Le concause di questa disastro sono tante:

 

Tutto ciò ha comportato che nei fine settimana di inizio agosto si sono verificate code anche di 20/25 km (cioè che iniziavano ben oltre Villesse), in cui gli automobilisti sono stati lasciati in balia di se stessi, privi di qualsiasi assistenza se non quella limitata di Autovie, con i motori accesi in folle/prima marcia per anche tre ore consecutive.

La situazione più critica nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 quando i chilometri hanno toccato quota 20, a causa ancora una volta dei mezzi pesanti che nella notte hanno ricominciato a circolare (dalle 24 alle 7). Il traffico sulla A4 diretto a Trieste ha avuto medie orarie di transiti che hanno sfiorato più volte i 3 mila veicoli ora e non sono mai scese sotto i 2 mila e trecento.

Il passante si è rivelato un’arma a doppio taglio: un ingorgo di 30 km ha creato il caos Sabato 1 Agosto nella zona di Mestre. Una coda record di 30 km ha dimostrato che il sistema non ha funzionato e le reazioni non sono tardate ad arrivare: i servizi non hanno funzionato, il traffico non è stato deviato su altri percorsi, la confluenza della A4 è restata critica per il passaggio dalle 5 corsie totali alle sole 2 del vecchio tratto. Il giorno successivo l’ANAS ha ripartito il traffico tra il Passante e la Tangenziale rafforzando segnaletica e messaggi agli automobilisti.

I rimedi adottati dalle amministrazioni pubbliche e dei gestori dell’autostrada per cercare di superare questa emergenza continuata si sono rivelati assolutamente inadeguati, e in alcuni casi controproducenti.

Come ad esempio l’esperimento di liberalizzazione forzata a fasce orarie. Altrettanto inutile la decisione concertata da Regione, Comuni, gestore della tratta e protezione civile di far uscire parte del traffico autostradale in transito verso i Paesi dell’Est ai caselli di Redipuglia e Villesse, farlo proseguite per Ronchi e Monfalcone, per poi fargli riprendere l’arteria autostradale al Lisert per proseguire per l’estero. Una goccia nel mare poi l’assunzione di altri interinali in agosto (ma il numero di piste disponibili rimane sempre quello).

Nessuno si è preoccupato di valutare l’inquinamento che devono sopportare i Comuni di Ronchi dei Legionari, Monfalcone, Doberdò e Duino Aurisina (pensiamo solo al tratto tra Lisert e Duino, di una notevole bellezza naturale e già deturpato dalla cartiera) a causa dei residui di benzene, olii, particolato ecc. che si riversano dall’autostrada, per non parlare degli effetti sulla salute degli automobilisti stessi, costretti a respirare per ore lo scappamento delle auto attorno a loro, e dei casellanti (che almeno lavorano i cabine più o meno pressurizzate).

Da molti anni, enti locali, sindacati, associazioni di categoria, associazioni ambientaliste, privati cittadini (anche attraverso raccolta di firme) sostengono, in modo documentato, la necessità di liberalizzare il tratto autostradale dell’A4 fra i caselli di Villesse e Lisert. Anche recentemente, all’interno del Patto per lo Sviluppo, è stato osservato che solo così si potrà ottenere un buon grado di funzionalità della piattaforma logistica isontina, formata da porto, aeroporto e autoporti, infrastrutture su cui l’intera Regione confida per promuovere lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia.

Inoltre la liberalizzazione risolverebbe il problema dell’attraversamento dei Comuni posti lungo il percorso delle SS 305 e SS14 dove di fatto si snoda attualmente un intenso traffico, che si prospetta in significativo aumento anche per effetto dell’attrazione esercitata dai nuovi centri commerciali posti a Villesse, Ronchi e Monfalcone. Tale traffico determina già ora difficoltà per la vita locale. Adottando una viabilità esterna consentirebbe inoltre ai pendolari di poter confidare su tempi più certi di percorrenza nel tragitto fra Gradisca e Monfalcone.

 

Alcune possibili soluzioni:

A breve termine

 

A medio termine